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La petizione SIAE per il recepimento della Direttiva Copyright

Immagine del redattore: giorgia crimigiorgia crimi

di Giorgia Crimi


La notizia

Siae, nella persona del suo Presidente Giulio Rapetti Mogol, pochi giorni fa ha lanciato una petizione per sensibilizzare il Parlamento al recepimento della Direttiva UE 2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitale, cosiddetta Direttiva Copyright.

Siae ha rilevato come in questo momento dare esecuzione ai principi stabiliti nel provvedimento avrebbe un’importanza estrema per il comparto musica, uno dei più colpiti dal coronavirus, considerando che produrrebbe gettito per autori e artisti, a fronte di aspettative reddituali pari a zero per tutta l’industria culturale da qui ai prossimi mesi.


La storia del provvedimento

L’iter per l’approvazione della Direttiva Copyright è stato lungo e difficile.

Si è assistito ad uno scontro epocale, consumato su ampia scala, tra chi, sostenuto dai grandi player del web, contestava la direttiva accusata di censurare indebitamente la libertà di espressione sul web e chi invece ,rilevando come in argomento fosse piuttosto la tutela della creatività con l’introduzione dei giusti incentivi, chiedeva solo una giusta remunerazione per l’uso dei contenuti di autori e artisti.

La Direttiva, per un pugno di voti, il 17 aprile 2019 veniva approvata e il mese successivo pubblicata in GUCE.

Seppure l’Italia non sia tecnicamente inadempiente rispetto agli obblighi europei, avendo circa ancora un altro anno per provvedere, è comunque in ritardo rispetto ad altre nazioni che hanno già dato esecuzione interna alla Direttiva.


I principi della Direttiva Copyright

La Direttiva Copyright ha innanzitutto il merito di avere definitivamente affermato, seppur con riguardo al solo diritto d’autore, un principio non per tutti ancora acquisito ovvero che il “mondo virtuale” non è (né è mai stato, a dire il vero) “privo di regole”, come fosse uno spazio diverso dal “mondo reale”.

In particolare, la Direttiva Copyright parte da quel vuoto normativo che riguarda l’utilizzo “attrattivo” di contenuti creativi da parte dei service provider che offrono servizi di condivisione, che si è moltiplicato in modo dilagante negli ultimi anni, penalizzando gli aventi diritto.

La Direttiva è intervenuta quindi per colmare il deficit contrattuale ed economico tra autori e creativi, da una parte, e grossi player del web, dall’altra.


La previsione dell’art. 17 L’articolo più importante per il comparto musica è il 17 (ex 13) che ha enucleato una responsabilità diretta del service provider, stabilendo che se un contenuto protetto viene caricato in assenza di licenza, la piattaforma sarà responsabile della violazione, tranne in alcuni limitati casi.

La Direttiva Copyright ha introdotto il “principio di una remunerazione adeguata e proporzionata” a favore di autori e artisti (interpreti o esecutori) in relazione allo sfruttamento delle loro opere o altri materiali, subordinando quindi la legittimità dell’utilizzo di contenuti creativi da parte delle piattaforme web alla stipula di appositi accordi di licenza con i titolari del repertorio.

La Direttiva Copyright prevede che i service provider (o “prestatori di servizi di condivisione di contenuti online”) siano responsabili per atti non autorizzati di comunicazione al pubblico e messa a disposizione del pubblico delle opere e contenuti caricati dagli utenti, salvo non dimostrino di avere “compiuto i massimi sforzi per ottenere un'autorizzazione” del titolare, di aver rispettato “elevati standard di diligenza professionale di settore” e di aver “agito tempestivamente” nel rimuovere i contenuti resi illecitamente disponibili sulla piattaforma, ogni qualvolta riceva una segnalazione motivata dai titolari dei diritti.


Come saranno raggiunti gli obbiettivi della Direttiva? Se gli obiettivi della Direttiva Copyright sono piuttosto chiari, occorrerà capire quali saranno le soluzioni normative e tecniche che introdurrà il legislatore nazionale perché le piattaforme operino nel rispetto del diritto d’autore.


Per leggere il testo della direttiva: link.

Leggi anche il nostro articolo qui: link.



 
 
 

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